Professoressa scusi...sì dico a lei. Sì sì buongiorno volevo...sì sto bene. Tutto a posto. Senta avrei bisogno...come dice? Sì sì è una kefia. Kefia, con la kappa, è una specie di copricapo mediorientale...eh...sì mi fa piacere che sappia cosa significa ma vede, proprio a proposito di ques...no no,non metto in dubbio che ce l'abbia anche lei, va bene. Sì sì ho sentito di questa storia della riforma sì, appunto volevo chiederle...oddio dal telegiornale professoressa. Certo che lo guardo il telegiornale, certo. Ma guardi lo so, sono preoccupato, siamo tutti preoccupati, proprio per questo volevamo...va bene va bene, incazzati, incazzati. Ma no che non mi vergogno di dirlo, sono d'accordo che quando ce vò ce vò, però mi stia a sentire. Cazzo professoressa, non insinuo che lei sia una fascista che non ascolta gli studenti, però dai, sto cercando di dirle che...scusi scusi, mi è scappata...eh lo so che non si dice cazzo, lo so, però quando ce vò...va bene va bene, ritiro, basta che mi ascolti. Sì sì, lo so che ai tempi suoi non vi stavano mica a sentire così, lo so, sono fortunatissimo dai...ma no che non sono sarcastico su, lo so che ha combattuto per me ma adesso è ora che lotti io non crede? No, non lo leggo Moccia, no. Ma pure ai tempi suoi si picchiavano i ragazzini, andiamo, solo che non lo sapeva nessuno. Eh. Ma sì, il disagio, ho capito, ma insomma ce l'ha letto lei il giovane werther, è l'età. Senta, ho capito che una volta si era più sereni e si parlava, ho capito che andavate per strada a parlare, e si parlava ovunque e parlavano tutti nonostante le... eh sì, appunto non vuole farmi dire sta cosa in nome di sto cazzo di sessantotto in cui si parlava? Scusi mi è scappata. Scusi. Beh, le volevo solo dire che noi si pensava di occupare. Per cui ci farebbe piacere se ce lo impediste. Cioè...se cercaste di farlo insomma. No no non ha capito, non voglio che apra le porte...cioè sì, ma vorrei costringerla a farlo insomma, vorrei che opponesse resistenza. Eh sì, magari minacci di chiamare la polizia ecco, si metta davanti alla porta. Tanto se la picchiamo è colpa nostra e se lei risponde è legittima difesa. Eh lo so che impediamo a tutti di studiare, l'idea è quella. Sì sì appunto. Lo so del diritto allo studio, le sto dicendo che vogliamo occupare. Scusi ma che me ne frega della lezione inlaboratorio? No! Non vogliamo rimandare a dopo il pagellino, sennò che disagio creiamo? Ma no, no,non vogliamo che ci aiutate cazzo, bloccateci. Oddio la prego non ci incoraggi a occupare, la prego. Sì guardi, se prova a far entrare lei gli studenti e a occupare con noi le giuro che la polizia la chiamo io. Come? Fascista a me? Professoressa lasci la mia kefia. Professoressa no, siamo noi che occupiamo cazzo, siamo noi incazzati, lei ha un ruolo istituzionale, al massimo scioperi, vada in piazza, mica può davvero convincere il collegio docenti a farci entrare. Oddio davvero siete già d'accordo? Come dice? State già occupando? Cazzo, dovete sgomberare, siamo noi che occupiamo porca troia. No, no, si calmi, no, posi quella catena oddio, NON SONO UN INFILTRATO DELLA POLIZIA AIUTO!
[Non è conl'ignoranza che risolveremo mai i problemi generati dalla cultura]
Interessanti/interessate informazioni:
#1. La mia fidanzata ha scritto un adorabile racconto in 800 battute a proposito del complesso risveglio di un simpatico signore ossessivo compulsivo (Marzia dice che è una donna, ma io non ci credo). Lo ha fatto perchè partecipa ad un concorso, e questo concorso si vince con i voti della gente on-line. Ora, visto che siete qui, voi siete certamente gente on-line, per cui sarebbe molto carino da parte vostra clickare qui e poi sul tastino VOTA sotto al box del racconto inviato il 13/10/2008 16:42:48 che comincia così: "Il momento peggiore è il risveglio" che è quello di Marzia. Tanto vi assicuro che è il migliore, io me li sono letti tutti. Se non vi fidate del mio giudizio poi, leggetevelo pure e leggetevi tutti gli altri. Vi piacerà quello di Marzia, lo voterete e sentirete dal fondo del vostro cranio una vocina echeggianre 'te l'avevo detto-ettoh-ettoh-ettoh' (sarà la mia).
Sintesi istruzioni:
http://cis.laser-group.com/scrittorincittaSMS/Default.aspx < Andate qui
13/10/2008 16:42:48 " Il momento peggiore è il risveglio" < Votate questo. (se non è nella prima pagina clickate su pagina successiva u.u)
Ripetete l'operazione ogni volta che non sapete cosa fare su internet *-*
#2. La distribuzione nazionale della mia casa editrice sta procedendo inesorabilmente come uno spettro che si aggira per lo stivale. Per chi fosse interessato a comprare il mio libro (quello pieno di poesie con la copertina fluo - compratelocompratelocompratelo) clickate qui e cercate la libreria più vicina a casa vostra
(o in alternativa ordinatelo in una libreria non citata specificando che le spese di spedizione, come per ogni casa editrice rispettabile, sono a carico di Aìsara e che il libro è bello u.u)
#3. Nel numero di Novembre della rivista 'Le Voci della Luna' uscira una recensione di Diramarsi. Io l'ho già letta e mi piace un sacco.
A presto miei fidi
[Non mi allontano, altrimenti il caffè esce e macchia i fornelli. E io impazzisco. M.d.A.]
"...vedi, è che di questa ragazza non è che mi sono innamorato.
Cioè... sì, ma non è precisamente come uno può pensare insomma...boh.
Cioè... nei casi normali vedi una e magari ti piace no? Insomma... ti sta simpatica, ci esci, la frequenti... che ne so, ci scopi. E dopo un po'pensi 'minchia... io questa qui la amo'. Giusto? Ecco, nel mio caso non è andata così, proprio no, davvero. Per niente, proprio diverso...
Come dici? Diverso in che senso? ...boh, non lo so...come te lo spiego?
Dunque... ti è mai capitato... non so, quando porti fuori il cane e sei incazzato e giri per ore... quando cerchi un posto e sei in macchina, boh... una cosa così... ti è mai capitato, dico, di perderti?
Ecco... e quando sei proprio perso - e ti senti un coglione, perchè sei nella tua città, nel tuo quartiere, dietro casa tua magari! - cos'è che fai? All'inizio continui a girare come un peone, convinto che da qualche parte la strada sbucherà. Poi ti cominci a incazzare, parli da solo, gesticoli - e se sei in macchina ti metti pure a urlare magari. Hai presente? Alla fine ti sale in petto una specie di brivido. E'una specie di paura strana... un principio di paura, una cosa insopportabile che ti abbatte completamente e riduce a un pizzico il tuo amor proprio. In tutto ciò sei pure stravolto, hai freddo e ti rode il culo come mai in vita tua. A quel punto, devi chiedere a qualcuno.
Passi davanti a un signore e pensi 'nah, quello è rincoglionito! Si vede, figurati se capisce quello che dico'. Passi davanti a un ragazzino e pensi ' mo che faccio, mi metto a chiedere ai pischelli? Quello mi manda apposta in culo a venere'. Passi davanti ad un cinese e pensi ' sì, adesso vado a chiedere indicazioni ai cinesi che girano all'ora di cena!'. Passi davanti a una signora troppo brutta, a uno zoppo troppo zoppo e ad un tizio troppo...boh, insomma, li scarti tutti. E piano piano cominci a non reggere più, la paura sale, diventa seria, passa lo scazzo e rimani tu, il tuo cane (o la tua macchina) il buio e un cazzo di vecchietto a dieci passi che sicuramente non capirà neanche che gli stai rivolgendo la parola, ma tu sai che dovrai per forza prenderti le palle in mano e farti spiegare da lui come cazzo si esce dal fottuto buco di merda in cui ti ti sei cacciato come uno stronzo. Ci sei? Ti è chiaro il momento? Riesci a capire di cosa ti sto parlando? Bene, seguimi perchè qui casca l'asina.
Dunque, quello è il momento in cui azi gli occhi. E vedi un lampione. Vedi un rampicante, un cartello, un cassonetto...quello che ti pare. In sostanza vedi una cosa che riconosci subito. Può essere anche un odore eh, una luce, una cosa così. E tu sorridi, sei contento di te. Mandi mentalmente affanculo il povero vecchio ignaro con una certa soddisfazione - 'col cazzo che chiedo indicazioni ai vecchi di mostacciano b io!' - e parti di corsa verso...sì insomma, verso quella cosa. Segui la scia di cose che ti ricordi, che riconosci, la segui contentissimo, la segui per mezz'ora, pure di più. Finchè non arrivi in un posto che è...come dire? Familiare. Un posto che sei sicuro di conoscere benissimo, di aver frequentato, un posto bellissimo che ti fa pensare di essere praticamente dove dovevi arrivare, che ti piace e che ricordi piacerti da sempre, da sempre. Allora ti guardi intorno, respiri forte, ti asciughi il sudore e...beh, sai cosa scopri? Che in quel cazzo di posto in realtà tu non ci sei mai stato. Che non ci sei mai passato, che non sapevi neanche che esistesse. Leggi il cartello e neanche il nome della piazza ti dice niente. La cosa ti fa strano, ma... boh... la paura è passata, è passata l'ansia, non devi più chiedere a nessuno. Ti torna in mente che due ore fa hai imboccato un vicolo maledetto -solo adesso ti ricordi che era quello sbagliato - che stai girando in tondo -cazzo, come hai fatto a non accorgertene? - e che...beh... è proprio ora di andartene a cena e guardarti un film."
"...e allora?"
"E allora io a casa non ci sono tornato. E ho messo le tende in quel posto là. E lascia che te lo dica, è tutta un'altra cosa."
---
["Questa Marzia ti ho proprio messo radici eh?" N.B.]
“Sì?”
“Sono il lupo mangia frutta” rispondo, e solo un istante dopo mi rendo conto che la domanda non era per niente ‘chi è?’, e che la mia risposta era una cazzata e che se fossi stato in uno di quei racconti che bla bla bla vedi sopra…
“Che frutto vuoi?” brava, sorvola sulla mia defaillance e sta al gioco. Bravissima. A questo punto però io ci penso un po’…
“uhm…”
“…”
“…papaia.”
“Oh…”
“Cosa c’è?” lei ride un po’. Non vorrei azzardare, è pur sempre al citofono, ma mi pare un poco a disagio.
“Cazzo, pensavo proprio a quello” yes…
Lei mi apre ed io entro. Nell’atrio controllo di avere tutto. Ci vorrà un po’di tempo per sbrigare bene la faccenda. Alzo gli occhi e mi accorgo di essermi fermato davanti ad uno specchio. Sorrido. Il nodo alla cravatta…
Lo sistemo finalmente prima di chiamare l’ascensore. Mi piace fare questi lavori d’estate, i palazzi sono sempre semivuoti.
4 Luglio (Venerdì prossimo)
Ore 20.00
Libreria Caffè Flexi
via Clementina 9 (traversa di via Cavour, vicinissima alla metro Cavour)
La prima presentazione del mio primo libro.
wow...mi fate pubblicità e...
...ci venite...vero?
[ogni poeta vende i suoi guai migliori A. M. ]
Lui mi fa "O la borsa, o la vita". Io alzo le mani, ma mi acciglio. Rifletto due secondi, poi rispondo "Scusami ma...se dico la vita poi tu ti prendi anche la borsa. No?". L'ho preso in contropiede. Abbassa leggermente la pistola "Che vuol dire? Che cazzo mi rispondi...la vita?". Ha il tono di uno che prende per il culo, ma gli rispondo serio "Guarda, io ho l'assicurazione. Non vedo i miei figli da tre anni e non mi dispiacerebbe fargli avere qualche soldo. Se mi ammazzo da solo non glieli danno...e poi qui è un casino procurarsi una pistola. Alla fine mi vieni comodo". Non è il discorso a spiazzarlo, ma la logica stringente. Assolutamente comprensibile, mi dispiace un po'metterlo in questa situazione. "Dai...che faccio...ti ammazzo?" si stringe nelle spalle, costernato. In fondo, è un buono. "Boh, c'è questa storia della borsa. Alla fine se te la do non mi uccidi, non ti conviene. Se ti prendono è sempre meglio scippo che omicidio, ne converrai. D'altronde, se mi ammazzi la borsa me la prendi, so anche questo. Non posso biasimarti, che fai? Ammazzi una persona e neanche ci guadagni? Solo che alla fine a me non conviene mai, e mi indispettisce lasciarti la roba mia". Segue il discorso con attenzione, e sembra punto sul vivo. E'uno onesto, non vuole fregarmi, glielo si legge in faccia. "Io ti capisco, ma mica ti posso lasciar andare così! Mi hai visto in faccia! Ok che non ti conviene, ma io tengo famiglia, qualcosa ci devo pur svoltare stasera". Logica stringente anche la sua. Sospiro, guardo l'orologio. Ho un po'di fretta. "Senti, facciamo così. Io la borsa non te la do, e qui non ci piove. Ecco." Mi sfilo un centinaio d'euro dalla giacca e glieli porgo. Li prende. "Tieni questi per il disturbo e...beh...sparami, via." Annuisco, sorridente. Anche lui sorride, ma più per nervosismo. Si infila i soldi in tasca. "uhm...allora la vita?" "Vada per la vita, sì." "Sicuro?" "Sì sì, dai." "La...accendiamo?" Accenna una risata, ma non gli vado dietro. Alla fine sto pur morendo, mi pare inopportuno. Lui sembra capire e alza la pistola. La tiene alzata. Dito sul grilletto. Ecco... ecco... ecco... niente. Tira su con il naso. "No guarda, non ce la faccio." Si scioglie, scuote appena la testa. Io schiocco le labbra, spazientito. Fa per ridarmi i soldi ma lo blocco "Dai dai, tienili. Vattene su, non farmi perdere tempo." Lui si scusa, e mi rabbonisco. In fondo deve essere pesante anche per lui. "Dai, tranquillo. Magari ci rivediamo da queste parti. Ora sul serio, devo scappare. E...sorridi, sul serio. Tanto la borsa neanche ce l'ho" Sbuffo, sorridendo mentre mi allontano "lo so che è un modo di dire ma per chi mi hai preso? Per una signorina?". Arrivo alla fermata dell'autobus un po'deluso, ma nel complesso soddisfatto.
[Proteste di teiere da lavare I.F.]
Conto di tirar su un sito vero con tanto di dominio e robetta simpatica. Ma intanto... http://www.aisara.eu/libro.php?id=29
Per chi ci va, ci vediamo a Torino dall'8 all'11 Maggio. Sono alla fiera del libro a trattare con le fuggitive...
*Aggiornamento
Per completezza di informazione: ore 18.30, stand aisara, fiera del libro di Torino. Incontro i lettori, anche se ancora non ci sono. Magari non incontro nessuno, ma c'è la mia fidanzata, c'è qualche amico, c'è il mio editor (con il suo socio brutto, pare) e c'è la mia prima raccolta di poesie. Direi che, per ora, ci accontentiamo.
[Non sono nato per essere nato, C.B.]
--- Non so se lascerò a lungo questa poesia online. Vorrei partecipare a certi concorsi...quindi forse sarà il caso di levarla. Ma tu mi dici (senza giustizia eh, diciamolo!) che scrivo sempre meno per te. Non è vero.
dai gusci disciolti, scomposte e comiche,
rimarrà, forse, un ologramma atomico.
Già ci immagino, rosi e desolati
ad abitare le deformazioni
di quelli che saranno templi sfatti
e tempi arsi a misurarsi a distanza
precisi, vagando di stanza in stanza
per le dimore del disfacimento.
Traslocheremo dentro le memorie,
di pacco in pacco porteremo tutto
negli antri sfitti dell’adultità.
Sarò con te quando verranno a prenderci
ci troveranno decomposti e allegri.
Con tutto il mio amore.
[Ginecologo: "E'maschio" Io: "Chi?" A.G.B.]
Al mio eroe. Con immutato affetto.
"Un faro nella notte è di certo più
utile di una torcia. Però si fa fatica a tenerlo in mano. "
Dall'Infanzia al debutto:
"Poichè ogni nostro intento fiorisce dall'esito, si debutta malaccio, checchè ne abbia pensato la critica dell'"è nata una stella" d'allora. "
- Librerie finte - Librerie vere -
Mail:
alessandrogiammei[at]gmail.com
Chi ha cuore ha anche carta
---

Msn:
agiammei@libero.it
astenersi pedopornografi
Skype:
elianthos
ma preferisco msn
-Sua Madre voleva chiamarlo Andrea, ma uscì con un urlo tale che dovette scegliere un nome più altisonante.
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Certe volte mi giro e sento il tuo odore e non riesco ad andare avanti cazzo non riesco ad andare avanti senza esprimere questo terribile cazzo tremendo fisicamente doloroso cazzo questo desiderio che ho di te .
Sarah Kane
-
Dovevo portare te all'esame. Sono bravissimo a parlare di te
- Mi avresti elogiato abbastanza?
- A metà. Ti avrei
smontato e poi rimontato
- Al mio esame ho gridato 'duce'. E'stato
pirotecnico
- Adoro i fuochi d'artificio
- Fireworks!
- Che inglese viscerale..
- Sì, sottopelle, assolutamente.
E' meglio che ogni nodo si slacci
e vincano i sopravvissuti
e il sangue lavi la memoria
come un utero
---
Georgia corpo
12, perchè non sono intelligente, sono brillante.
Lucky Strike Red, perchè non sono un
poeta, sono un ragazzino.
Sciarpa lilla,
non viola, perchè non sono bello, sono interessante.
Lettere e Filosofia,
perchè non sono ottimista, sono ambizioso.
Media del Trenta, perchè non
sono un genio, sono un affabulatore.
Innamorato.
Perchè Marzia.

"Amore perchè mi guardi male, io ti amo!"
"...mi hai appena tirato un polipo in faccia..."
* Marzia abita nei miei capelli ma
scivola.
Marzia è rosa ed è anche un poco scioccah.
Marzia è una scimmia emo.
A Marzia piace la banana
(anche quella americana)
===>Clickando
qui<===
si accederà ad una versione più grande di Marzia.
P.S.
E poi vienimi a dire che non ti amo...<3
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Credits
Photo head: Lucrezia
Photo colonna: Marzia
Disegno colonna e frase head: Lorenzo
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